Ad eccezione delle aree costiere, popolate da "nomadi del mare" (Orang Laut), che vivono di pesca il territorio di Sumatra è abitato da comunità di aborigeni che si distinguono per cultura e costumi di vita.
I gruppi etnici più rappresentati sono Batak e Minangkabau, ma l'entro terra più selvaggio è popolato anche da gruppi di Gayo e Kubu.
I Batak. In un'area di 1700 Kmq che si sviluppa intorno al lago Toba (di formazione vulcanica, a oltre 900 mt. sul livello del mare), vivono un milione e mezzo di Batak, discendenti dalle antiche popolazioni di razza mongolica arrivate nell'arcipelago intorno al 2500 a.c. Suddivisi a loro volta in vari gruppi etno - linguistici - Karo, Toba Batak, Pakpak, Simelungum-I Batak uscirono dal loro totale isolamento soltanto nella seconda metà del XIX secolo, quando le loro incredibili abitazioni in legno su palafitte furono scoperte dagli Olandesi e da un gruppo di Missionari Tedeschi.
I Batak seguono pratiche rituali di origine molto antica e credono nell'esistenza degli spiriti degli antenati, che essi ritraggono nelle sculture in pietra. Hanno fama di essere cannibali; a tutt'oggi cucinano la carne di cane, suscitando l'orrore dei Musulmani di Aceh. Certo è che se in passato i Batak furono valorosi guerrieri (fortificavano i propri villaggi con canna di bambù per difenderli dalle aggressioni esterne), oggi sono bravi musicisti e hanno una cultura di livello elevato: i loro bambini frequentano generalmente le scuole di Medan o persino di Jakarta.
La modernizzazione della cultura Batak è in atto, ma segue un ritmo molto lento. L'Organizzazione sociale è ancora quella tradizionale: le tribù (Huta ) sono suddivise in quattro margas, che rispecchiano la discendenza da un comune antenato. Il Marga-raja ha la responsabilità di garantire ad ogni membro del gruppo la proprietà di un terreno da coltivare e di far rispettare le leggi sacre definite da Si Radja Batak, l'antenato eroe nato sull'Isola di Samusir, all'interno del lago Toba, da cui discenderebbe, secondo la legenda, l'intera popolazione Batak.
I Minangkabau.
Nella zona centro occidentale di Sumatra, dove si trova la vetta più alta dell'Isola, il Kerinci (mt. 3800), e la foresta è così densa da scoraggiare tal volta anche i Trekkers più allenati, vive una delle comunità etniche più interessanti del sud est asiatico. Discendenti da popolazione di razza mongolica, i minangkabau entrarono in contatto con la cultura indo - giavanese prima di convertirsi all'Islamismo: lo testimoniano le tracce di sanscrito presenti nella loro lingua e le sofisticate tecniche di coltivazione da essi impiegate.
Dei Minangkabau, che costituiscono il quarto gruppo etnico dell'Indonesia, sono note alla cortesia e la discrezione, quelle "buone maniere" che secondo loro mancano agli occidentali.
Colpisce però anche la loro cultura che riesca a conciliare il matriarcato con la tradizione patriarcale dell'Islam. I Villaggi sono piuttosto ricchi e le case decisamente affascinanti. In queste gigantesche abitazioni in legno, decorate in modo raffinato, con tetti curvi che ricordano le corna del bufalo, vivono i nuclei familiari consanguinei per linea materna.
Gli uomini allevano il bestiame o coltivano il riso su terreni molto fertili; alcuni organizzano commerci con le città più vicine. I membri della comunità godono però tutti del medesimo status sociale e le decisioni vengono prese democraticamente. Nella stressa casa abitano la donna, che possiede la terra e gli strumenti necessari per coltivarla, e tutti i suoi figli. Il marito può non abitarvi e comunque non è suo il ruolo del capo famiglia, che spetta invece al fratello della donna più anziana. Ogni uomo è inoltre costretto a lasciare la propria eredità al figlio o alla figlia della sorella maggiore. Sebbene il Corano consenta ad ogni uomo di avere più mogli, è raro che un adulto Minangkabau pratichi la poligamia.

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