martedì 8 settembre 2015

Pedalando tra i vigneti in Friuli Venezia Giulia


L'Isonzo a Est, il Monte Korada a Nord, lo Judrio a Ovest e la pianura a Sud: sono i confini che delimitano una splendida area parte italiana e parte slovena che colpisce per la bellezza e per (una volta tanto) la sapiente mano dell'uomo che, con la particolarità dei vigneti, l'ha resa ancora più splendente. E', rispettivamente il Collio e la Brda, una zona le cui radici storiche risalgono alla tribù celtica dei Carni, intorno alla metà del V secolo a.C. Il Collio non è solo natura ed enogastronomia, è anche bicicletta: per questo il giornalista e autore radiofonico Paolo Marcolin, che da decenni percorre il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia in bicicletta da corsa o in mountain bike, ha scritto una guida dedicata proprio ai ciclisti.

Innanzitutto, il mezzo: la bici consigliata per questi percorsi, è la mountain bike, anche se alcuni itinerari si sviluppano su asfalto. Se proprio le gambe non vi tengono, allora la guida non disdegna l'uso anche di una bici elettrica, purché portiate con voi Gps, pantaloncini imbottiti, abbigliamento comodo, caschetto (allacciato) e, ovviamente, la macchina fotografica.

La guida seleziona una decina di percorsi indicando di ciascuno il tratto descritto, l'altimetria che lo contraddistingue, con tanto di box di approfondimento delle località attraversate. Il volume è corredato da notizie utili come assistenza tecnica, noleggio bici, bike sharing, cartine e numerose e belle foto.

Non si tratta di fare un bel giro per luoghi che si possono vedere soltanto a piedi o pedalando appunto, ma di osservare anche bellezze di varia natura. Così nel tour suggerito per Gorizia (città poco distante dal Collio ma inserita ugualmente nella guida), si può scoprire la forte influenza ebraica e un aspetto meno conosciuto della cittadina, le memorie lasciate dai Borbone di Francia, passando peraltro per lo splendido Palazzo Lantieri. E perché no, trovandosi a Gorizia, si sconfina a Nova Gorica: la città fu infatti insieme con Berlino il solo centro europeo ad essere diviso da un muro.
A seconda della benzina che si ha nelle gambe, i percorsi sono nove oscillano tra i 30 e i 40 chilometri, inoltre c'è il complessivo Tour del Collio, che prevede una distanza di 232,1 km, roba da professionisti, tanto da essere contrassegnato come grado "impegnativo", e non solo per la lunghezza. Partenza da Cormons e ritorno nella stessa località, passando per Dobrovo, salendo su per i 725 metri del Koroda da dove si può ammirare un incredibile panorama, fino all'Ara Pacis a Medea. Tutti i percorsi conducono a scorci di natura a tratti anche commovente, come è il caso del ponte naturale di Krcnik, la chiesa di Santa Croce o il borgo medievale di Smartno.


(fonte: Ansa In Viaggio)

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