lunedì 7 settembre 2015

Alla scoperta di 15 Borghi italiani


Montalbano Elicona, in provincia di Messina, si è aggiudicato quest’anno il titolo di “borgo più bello d’Italia”: il riconoscimento tra i 40 paesi in concorso è stato organizzato dall’associazione I borghi più belli d’Italia (www.borghitalia.it) e attribuito ad aprile nel corso della trasmissione di Rai Tre Alle falde del Kilimangiaro. Gli spettatori hanno scelto il borgo messinese per la sua bellezza e per il suo maestoso castello, risalente al periodo svevo. 

In Italia i borghi sono tantissimi, per lo più sconosciuti e spesso fuori dai soliti itinerari turistici: l’associazione, nata nel 2001 per valorizzare e tutelare il grande patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico dei piccoli comuni italiani, invita a scoprire i borghi, soprattutto quelli più piccoli, che rischiano lo spopolamento e il conseguente degrado. L’associazione ha riunito 217 paesi, ognuno con la propria storia e le proprie caratteristiche, accomunati da una natura meravigliosa, da un ricco patrimonio artistico e da tradizioni artigianali ancora vive. 


Ecco 15 tra i più bei borghi che abbiamo scelto per voi.

1. Vernazza 
E’ uno dei più spettacolari borghi in provincia di La Spezia, stretto tra la roccia e il mare del parco delle Cinque Terre: si erge su un promontorio che domina la piazza centrale, affacciata direttamente sul mare. Vernazza è un borgo piccolo e incantevole con le sue case colorate e i carrugi, i vicoli stretti, che arrivano al porticciolo naturale, l’unico delle Cinque Terre. Alla piazzetta del centro, sorvegliata dalla chiesa di santa Margherita di Antiochia, costruita nel 1318, è necessario arrivarci a piedi: si lascia l’automobile nel parcheggio e si cammina lungo una strada panoramica, che regala scorci bellissimi del mare tra le abitazioni. Nel borgo si visitano anche il castello Doria, irregolare e con una torre cilindrica che svetta verso il mare, e il seicentesco convento dei Frati con un bellissimo chiostro. Dal centro del borgo si diramano alcuni dei sentieri più belli delle Cinque Terre, in particolare quelli che conducono al santuario della Madonna di Reggio e a quello di san Bernardino, da cui si gode un panorama che spazia dalla Corsica alle Alpi Marittime. Lungo i vicoli e le stradine della piazza centrale si susseguono botteghe e negozietti che vendono prodotti di artigianato locale ed enogastronomici, in particolare il vino delle Cinque Terre e il passito Schiacchetrà.

2. Neive
Nel cuore delle Langhe, dove si produce il miglior Barbaresco, sorge il centro medievale di Neive, in provincia di Cuneo. Il borgo regala un filare di case in pietra con i tetti rossi e stradine tortuose che si arrampicano ad anello fino alla torre dell’Orologio. Ospita al suo interno anche palazzi signorili e chiese barocche: tra le più interessanti da visitare ci sono l’Arciconfraternita di san Michele, realizzata tra 1759 e 1789 in stile barocco sabaudo a navata unica con un’alta cupola centrale, e le due cappelle cinquecentesche dedicate a san Rocco e a san Sebastiano. Vanto del borgo sono anche le aziende vinicole nei dintorni, ospitate in dimore signorili come quella settecentesca dei Conti di Castelborgo.

3. Canale di Tenno
In Trentino, a due passi dal Garda, si respira un’atmosfera medievale a Canale di Tenno, tra cortili, piazzette, vicoli lastricati, sottopassi e botteghe. Lungo la strada panoramica che da Riva del Garda sale fino al passo del Ballino, il borgo ospita una ventina di case in legno e pietra - alcune decorate - con i graticciati, i pergolati e i cortili in comune. In realtà Canale di Tenno è un minuscolo villaggio, abbandonato nel dopoguerra, ripopolato e rinato negli anni Settanta grazie alla volontà dei suoi pochi abitanti che puntarono tutto sulla cultura e sull’artigianato: oggi la Casa degli Artisti ospita mostre, seminari, corsi estivi e incontri degli studenti delle accademie e gli istituti di Belle arti. Poi sono nati un paio di alberghi e di bed and breakfast; sono aumentate le osterie e soprattutto le botteghe e i laboratori artigianali, dove ancora oggi si producono ottimi manufatti. Nei dintorni si trovano il lago di Tenno, considerato uno degli specchi d’acqua dolce più puliti d’Italia, e la cascata del Varone che ispirò lo scrittore Thomas Mann ne La montagna incantata, da scoprire assieme alle vallate che lo circondano.

4. Castell’Arquato
Domina le colline piacentine il borgo medievale di Castell’Arquato, con una spettacolare piazza, la Rocca viscontea e il palazzo del Podestà. Le sue case sono basse e i vicoli acciottolati portano in cima al colle, da dove si gode una vista mozzafiato. La parte monumentale del borgo è ricchissima: della Rocca viscontea, eretta tra il 1342 e il 1349, restano le mura esterne, le quattro torri difensive e il museo medievale, ospitato all’interno. Nella piazza si trova la Collegiata, una delle chiese più antiche del territorio, già esistente nel 756 come fonte battesimale; il palazzo del Podestà, d’epoca medievale, e una torre pentagonale. Ci sono da vedere anche il quartiere di Monteguzzo con il torrione Farnese, eretto intorno al 1530 e rimasto incompiuto con passaggi segreti che portano verso la campagna, e il cinquecentesco Ospedale di santo Spirito, che attualmente ospita il museo geologico. E’ piacevole perdersi tra i vicoli stretti del centro e fermarsi nelle tante enoteche dove assaggiare gli ottimi vini locali, accompagnati dalla rinomata crostata al cioccolato, la cui ricetta resta un segreto.

5. Monte Isola
E’ un’isola che sorge nel cuore del tranquillo lago d’Iseo, in provincia di Brescia, con vedute panoramiche mozzafiato. Il lago e le montagne che lo circondano rendono il borgo lombardo il luogo perfetto per un’escursione giornaliera: si prende il traghetto sia dalla sponda bresciana sia da quella bergamasca e si sbarca sul pontile nella frazione di Sulzano o di Porto, un grappolo di case antiche con la chiesetta e la cinquecentesca Villa Solitudo, e ci si incammina per una lunga e stretta stradina che conduce al centro di Siviano, il capoluogo di Monte Isola dove l’imponente torre Martinengo domina la piazza del municipio. Il borgo è affacciato sul lago con le sue case dai caratteristici archi e loggette; tutt’intorno ci sono frazioni deliziose d’origine medievale con chiese, santuari, eremi e palazzi, alcuni aperti al pubblico.

6. Pitigliano
In Maremma, ai confini con l’Umbria, sorge lo spettacolare borgo etrusco di Pitigliano, arroccato su un ciclopico masso di tufo a strapiombo sul fiume Lente. Le sue origini sono antichissime: romane, etrusche ed ebraiche. Nel Quattrocento, infatti, il borgo in provincia di Grosseto venne abitato da ricche famiglie ebraiche che vi crearono una propria comunità e vi fecero edificare una sinagoga. All’interno del borgo meritano una visita l’acquedotto degli Orsini, che costeggia la centrale via Cavour e si apre sulla campagna con 15 archi, il trecentesco palazzo Orsini e il Duomo d’origine romanica. Un dedalo di viuzze medievali porta fino al ghetto di via Zuccarelli, dove l’atmosfera arcaica le ha valso il soprannome di “piccola Gerusalemme”; tutt’intorno si vedono colline e zone
selvagge, ricoperte da macchia mediterranea, dove vivono, in perfetta armonia, famiglie di butteri, cavalli allo stato brado e cinghiali selvatici.

7. Bevagna
Circondata da una cinta muraria con le porte medievali perfettamente conservate, il borgo umbro di Bevagna è un gioiello medievale: ospita il teatro Torti, le chiese romaniche di san Silvestro e di san Michele Arcangelo e una spettacolare piazza dove si respira un’atmosfera trecentesca. E’ qui che a giugno prende vita il mercato delle Gaite, cioè dei quartieri, che riporta magicamente indietro nel tempo per rivivere le antiche tradizioni artigiane e i mestieri che si facevano nel borgo in epoca medievale. Per dieci giorni le strade e le piazze del centro sono popolate di botteghe e di trattorie trecentesche, ricostruite con la massima fedeltà e dovizia di particolari storici, e di bevanati che le animano in abiti d’epoca con giochi, tornei, giostre, sfilate storiche, visite guidate e laboratori. Bellissimo è il centro storico racchiuso da una cinta muraria lunga due chilometri e rafforzata da torri e sei porte medievali; ma è piazza Silvestri la vera protagonista del centro storico: irregolare con edifici e chiese romanico-gotiche come il palazzo Consoli, eretto nel 1270, e le due chiese di san Silvestro e san Michele con l’alto campanile. A palazzo Lepri si visita il museo di Bevagna con una sezione archeologica e molte testimonianze d’epoca medievale.

8. Civita di Bagnoregio
Appoggiato su formazioni argillose tra Umbria e Lazio, il suggestivo borgo di Civita, conosciuto come il “borgo che muore” e dove vivono poche famiglie, sta franando per le erosioni del territorio viterbese. L’atmosfera è quasi irreale, fuori dal tempo, come se tutto si fosse fermato all’antichità: dalla Rupe orientale si ammira lo spettacolo dei “ponticelli“, enormi muraglioni naturali in argilla, tipiche di questa zona tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, fondata 2.500 anni fa dagli Etruschi e oggi fortemente a rischio proprio per i fenomeni erosivi. Tutte le case del borgo hanno il caratteristico colore rosso tufo e per raggiungerlo bisogna passare su un ponte pedonale costruito nel 1965. Per preservare la sua unicità e la sua bellezza, è intervenuto l’Unesco che ha inserito il borgo nell’elenco dei beni dell’Umanità.

9. Visso
Incastonato tra le montagne marchigiane del parco nazionale dei Monti Sibillini, Visso è un delizioso centro d’arte medievale. Le imponenti mura, le case, le torri e i palazzi gentilizi le conferiscono un’atmosfera elegante e armoniosa. Il borgo ha un passato ricco di storia: lo testimoniano il palazzo dei Priori, quello dei Governatori e il palazzo del Divino Amore, tra i monumenti più prestigiosi. Cuore del borgo è piazza dei Martiri Vissani, armoniosa e luminosa, circondata da eleganti palazzi cinquecenteschi e dalla collegiata romanica di santa Maria con un bel campanile e la chiesa di sant’Agostino, sconsacrata, oggi sede di un museo. Il centro storico è molto suggestivo con il profilo dei monti Sibillini sullo sfondo: all’interno svettano le antiche torri, le quattro porte che chiudono le mura, dove sorgono i palazzetti rinascimentali e le botteghe degli artigiani locali. Molti sono i prodotti da acquistare a Visso, in particolare il celebre ciauscolo, salame morbido e aromatico da spalmare sul pane.

10. Gerace
Arroccato nel parco nazionale dell’Aspromonte, il borgo di Gerace è un gioiello d’arte, diviso in due parti: borgo Maggiore, il centro storico, e Borghetto, da visitare a piedi. Si entra dall’antica porta della Varvara, che conduce a piazza della Repubblica dove sorgono la splendida chiesa di santa Maria del Mastro e l’antico palazzo del Balzo che si affaccia alla piana. Qui si trovano i conventi dei Cappuccini, risalente al 1534, quello barocco dei Minori Osservanti e la suggestiva chiesa di santa Maria di Monserrato, d’origine bizantina. Percorrendo via Roma, sull’altra parte della città, si arriva al belvedere Bombarde, passando accanto alla cinquecentesca porta del Sole fino a piazza del Tocco. Da qui lungo via Zaleuco, tra palazzi antichi e ricchi portali, si arriva a piazza Tribuna dove sorge la maestosa Cattedrale in stile romanico-normanno. Oltre alla cattedrale è da vedere il castello normanno risalente all’XI secolo.

11. Scanno
E’ un piccolo borgo di pietra, ricco d’incanto, che si trova vicino a L’Aquila, al confine con il parco nazionale d’Abruzzo. Tra le sue viuzze, le chiese, le fontane e le botteghe sembra di rivivere un’epoca antica: l’atmosfera è magica e le tradizioni artigianali sono ancora vive. In passato i nobili terrieri concentrarono le proprie ricchezze proprio in questo piccolo centro di montagna, facendo costruire imponenti palazzi, arricchiti e decorati con gli elementi architettonici più vari: portali, colonne, archi, balconi, angeli, putti e trifore. Sembra un presepe, in alcuni punti un po’ trascurato, ma di grande suggestione. Dell’antica cinta muraria resta oggi solo una delle quattro porte, quella della Croce, risalente al XV secolo. I numerosi archi all’interno dei vicoli, i portali in pietra, le due fontane barocche, i palazzetti nobiliari e le tante chiese testimoniano l’antica e ricca storia di Scanno.

12. Atrani
E’ un gioiello disegnato intorno a una spiaggia bellissima della Costiera: le abitazioni, una sopra l’altra, lo fanno somigliare a un presepe, soprattutto la sera quando le luci sono accese. Di giorno, le stradine spariscono dentro il borgo e riemergono negli slarghi e nelle piazzette, come per incanto. Atrani è un villaggio a pochissimi chilometri dalla più famosa Amalfi ed è il borgo che meglio ha conservato la struttura originaria medioevale, fatta di vicoli, archi, cortili, piazzette e le tipiche “scalinatelle”. Sulla spiaggia, che la protegge, di notte è illuminata dalle mille lampare per la pesca mentre di giorno regala tranquilli bagni a mare. Atrani è un borgo ricco di storia: abitata dalle famiglie più nobili di Amalfi, qui vennero incoronati e sepolti i Dogi, i cui ricordi oggi sono conservati nella chiesa di san Salvatore de Birecto, antichissima e ricca di testimonianze artistiche. Domina il borgo la collegiata di santa Maria Maddalena, edificata nel XIII secolo come ringraziamento alla Madonna per averli liberati dai predoni saraceni. Accanto si trova la grotta di Masaniello, al di sotto della quale è situata la casa materna del celebre capopopolo napoletano, costruita in cima a 500 scalini. Un’altra grotta famosa è quella dei Santi: faceva parte dell’antico monastero benedettino dei santi Quirico e Giulietta su un terrazzamento coltivato a limoni.

13. Castelsardo
Nel cuore del golfo dell’Asinara si trova Castelsardo, dominato da una fortezza che ospita il museo dell’Intreccio Mediterraneo ed è sede di convegni e di eventi culturali. Meritano una visita anche Castel Genovese, un maniero risalente al IX secolo, e il quartiere della Cittadella o Casteddu, un intrico di stradine contorte che regala al borgo un fascino immenso. La sua posizione, su un promontorio panoramico, offre vedute mozzafiato sul golfo in provincia di Sassari. Con i suoi infiniti scalini e il dedalo di vie su cui si affacciano le piazzette, le case e gli slarghi in pietra, il centro storico di Castelsardo conserva l’impianto originario del 1102: tra i monumenti più importanti spicca la cattedrale, visibile anche dal mare grazie al suo campanile fatto di maioliche colorate. La chiesa, nata nel 1503, conserva arredi di gran pregio, tra cui un prestigioso altare settecentesco scolpito nel legno di ginepro. Arricchiscono la bellezza del borgo sardo le spiagge e i numerosi nuraghi eretti nell’area circostante.

14. Cisternino
Case imbiancate a calce e vicoli stretti tra archi, scalette esterne e cortili ciechi: è incantevole il borgo della Val d’Itria, nel Salento, che regala un labirinto di stradine e grandi piazze lastricate dalle “chianche”, la tipica pavimentazione in pietra bianchissima. Nel centro del borgo meritano una visita la torre normanna e la chiesa di san Nicola, nota come Chiesa Madre, costruita nel XII secolo con una facciata neoclassica; il palazzo vescovile, costruito nel 1560, e quello del Governatore. E’ un borgo colto Cisternino, soprattutto d’estate con le tante rassegne teatrali e i 
concerti jazz e classici in piazza al tramonto. E’ famoso anche per le macellerie, che qui chiamano “fornelli” o più semplicemente rosticcerie: hanno invaso il centro storico e il profumo della carne alla brace riempie vicoli e piazzette. Nei fornelli, infatti, si compera la carne cruda e la si mangia cotta al momento, seduti ai tavolini sistemati fuori o dentro i negozi.

15. Castelmezzano
Adagiato ad anfiteatro su una parete rocciosa tra le dolomiti lucane, Castelmezzano è un piccolo centro medioevale con le case che hanno i tetti in lastre di pietra arenaria. Girando per il centro storico è curioso vedere la roccia inserita nelle costruzioni, nei portici e nelle numerosissime e ripide scale che si intersecano tra di loro e invitano a salire fino alle vette più panoramiche. E’ un paese scenografico scavato nella roccia come la chiesa Madre di santa Maria, edificata nel XIII secolo in pietra locale, la cappella di santa Maria, la chiesa rupestre della Madonna dell’Ascensione e numerosi palazzi gentilizi. Imperdibile, infine, la passeggiata fino ai resti del castello normanno-svevo, che si raggiunge salendo una ripida e stretta gradinata dove i falchi volteggiano sulla testa.



(fonte Ansa In Viaggio)

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