giovedì 18 maggio 2017

Palermo


Palermo è una città con un patrimonio storico artistico tra i più ricchi al mondo, per la sua bellezza e soprattutto per l’eccezionale varietà. Fondata dai Fenici, oggetto di sporadiche incursioni da parte dei Greci, fu conquistata dai Romani. Saccheggiata dai Vandali, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, fu in seguito occupata da Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Spagnoli. Tutti questi popoli hanno lasciato un segno del loro passaggio in città, con testimonianze più marcate per i domini più duraturi. Arte, architettura, costume, cucina e cultura in genere hanno risentito profondamente di queste influenze. Ecco perché Palermo è una città così ricca ed eclettica, con diversi siti Patrimonio Unesco.

Palermo ha un patrimonio storico e artistico talmente ricco che una sole visita alla città non basta per vederlo tutto. Ci sono però alcune meraviglie che non potete perdere assolutamente nella vostra visita al capoluogo siciliano. Ecco le 10 cose da vedere a Palermo.

Patrimonio dell’Umanità Unesco, la Cattedrale di Palermo, intitolata alla Santa Maria Vergine Assunta è un concentrato di diversi stili architettonici che si amalgamano perfettamente creando un autentico capolavoro. Consacrata nel 1185 dall’arcivescovo Gualtiero Offamilio, il complesso monumentale della Cattedrale è composto da 4 torri, un collegamento con il Palazzo Arcivescovile, una torre campanaria, un portico con un ampio portale. All’interno la chiesa ha tre navate, abbellite da statue alle colonne, una cripta e un tesoro. Gli stili che caratterizzano il complesso della Cattedrale vanno dal normanno, al romanico, al gotico, al barocco, fino al neoclassico, con influenze arabe quando per un periodo la chiesa fu trasformata in moschea.

La Cappella Palatina di Palazzo Reale è una meraviglia da vedere assolutamente durante la visita a Palermo. Situata all’interno del complesso di Palazzo dei Normanni, è un capolavoro dell’arte bizantina, riconosciuto Patrimonio Unesco. Costruita per volere di Ruggero II di Sicilia, in un edificio in stile normanno, fu consacrata nel 1140 come cappella privata. Gli interni sono interamente ricoperti di magnifici mosaici bizantini, che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. L’icona della Capella Palatina è il grande mosaico dell’abside che raffigura il Cristo benedicente, con le tre dita della mano destra, secondo lo stile ortodosso. La Cappella Palatina è suddivisa in tre navate e nella cripta custodisce un tesoro. Elevata a rango di basilica è dedicata a San Pietro apostolo. La Cappella Palatina di Palermo è stata definita dagli inglesi la chiesa italiana più bella del mondo.

Conosciuta anche come Chiesa della Martorana, la chiesa dedicata a Santa Maria dell’Ammiraglio è un altro capolavoro architettonico, riconosciuto Patrimonio Unesco, dove si mescolano più stili, da quello medievale-bizantino a quello barocco. Costruita nel XII secolo, ha subito varie modifiche nel secolo successivo quando è diventata di proprietà del convento benedettino di Eloisa Martorana. Nonostante i pesanti interventi in epoca barocca, con l’abbattimento di alcune parti dell’edificio, la realizzazione di affreschi sulle volte, come quelli di Guglielmo Borremans, la chiesa è un chiaro esempio di cultura religiosa e artistica orientale. I restauri dell’Ottocento, infatti,  hanno riportato in luce i mosaici bizantini sulla vita di Gesù.

Davanti alla chiesa della Martorana sorge quella di San Cataldo, altro splendido esempio di architettura medievale, in stile bizantino e arabo-normanno. Costruita nel XII secolo, la chiesa è sormontata da tre cupole rosse che ricordano una moschea. Gli interni, pur spogli, con mattoni in evidenza, conservano un fascino unico e antico. La chiesa ha avuto una storia travagliata: fondata dall’ammiraglio Guglielmo I Maione di Bari fu ceduta ai benedettini. Divenne ufficio postale e poi restaurata da Giuseppe Patricolo. Oggi è sede dell’Ordine dei Cavalieri del San Sepolcro. Anche questo monumento è patrimonio Unesco.

La chiesa di San Giovanni degli Eremiti è un altro sito riconosciuto Patrimonio Unesco e uno degli esempi più emblematici di architettura arabo normanna. Costruita come moschea sui resti di un precedente monastero, la chiesa fu riedificata nel 1132 da Ruggero II di Sicilia, conservando la maggior parte degli elementi architettonici arabi. Caratterizzata da cupole rosse, la chiesa è a pianta a croce latina, appoggiata ad corpo quadrato anteriore che probabilmente era l’antica moschea. Suggestivo il chiostro che risale all’originario monastero, il cui stile però è chiaramente arabo.

La Zisa, (dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero “la splendida”) è un palazzo arabo normanno costruito nel 1165 che anticamente sorgeva fuori dalle mura di Palermo ed era stato concepito come residenza estiva dei re. La residenza si trovava nell’antico parco reale del Geonardo, dove oggi sorge il giardino della Zisa. Splendido esempio di architettura arabo normanna, il palazzo della Zisa è Patrimonio Unesco e ospita il Museo d’arte islamica.

Un altro monumento Patrimonio Unesco, il Ponte dell’Ammiraglio è un ponte in pietra di epoca normanna con dodici archi acuti. Fu realizzato tra il 1125 e il 1131 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II di Sicilia, da cui prende il nome. Il fiume Oreto che scorreva sotto il ponte è stato deviato nel 1938 per evitare i frequenti straripamenti.

Una suggestiva chiesa sconsacrata è quella di Santa Maria dello Spasimo, realizzata all’inizio del Cinquecento, di cui oggi restano le mura perimetrali. Sorge nel quartiere di Kalsa, una delle zone più antiche di Palermo. La chiesa perse presto le sue funzioni di edificio di culto e venne utilizzata per vari scopi, da teatro a lazzaretto per i malati di peste, quindi fu utilizzata come magazzino. Riaperta al pubblico nel 1995 viene oggi utilizzata come teatro all’aperto.

Piazza Pretoria o della Vergogna è famosa per l’imponente fontana cinquecentesca opera di Francesco Camilliani, inizialmente realizzata a Firenze e poi trasferita a Palermo. Si tratta di una grande fontana circolare, con scalinate e statue e balaustre. Il bacino centrale, a cui si accede da quattro rampe di scale, è formato da tre vasche concentriche. Le statue sono personaggi mitologici o figure allegoriche. La piazza è chiusa su tre lati, dove sorgono gli edifici di Palazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria e i palazzi Bonocore e Bordonaro.

Infine, nella visita a Palermo non può mancare la tappa al caratteristico mercato di Ballarò, dove scoprire i sapori e i profumi della tradizione siciliana. Un mercato antico e vivace, dove  trovare una gran quantità di frutta e verdura fresca e i prodotti tipici siciliani. Il mercato è permanente, si estende da Piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant’Agata.



(fonte: viagginews.com)

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