Scogliere rossastre a picco sul mare turchese e a tratti color della menta si alternano a calette morbide e dorate, ricoperte da pini, sugheri e cespugli di ginestre. E’ la Costa Brava, duecento chilometri di pura bellezza e di scorci suggestivi; è il litorale che si apre a nord di Barcellona, da Portbou, alla frontiera con la Francia, fino a Blanes, cittadina alla foce del fiume Tordera.
E’ un tratto di costa catalana selvaggia e frastagliata che nasconde scogliere, spiagge sabbiose, insenature e calette immerse nella vegetazione mediterranea, intervallate da villaggi di pescatori, cittadine moderne e con infrastrutture esclusivamente dedicate al turismo, ma anche piccoli borghi fortificati e consacrati all’arte. E’ qui, infatti, su questo tratto di costa iberica che offre visioni potenti e immaginifiche, luminosità e bellezza, che nacque,visse e lavorò il genio creativo di Salvador Dalì e che attirò artisti del calibro di Picasso e Chagall.
Il primo a usare il termine brava, cioè coraggiosa, valorosa, fu il giornalista Ferrán Agulló che nel 1905 descrisse la costa a nord di Barcellona e la immortalò come un territorio selvaggio e impervio, inasprito da una serie di sistemi pirenaici, le cui propaggini cadono a picco sul mare e formano scogliere rocciose spesso inaccessibili e scoscese. Il primo tratto, che parte dalla frontiera con la Francia, è il più frastagliato: tra i villaggi di Llançà e Colera c’è Cala Garbet, una striscia bianchissima orlata di macchia mediterranea e acqua trasparente; qui l’esclusivo ristorante Garbet offre un attracco privato per le barche e frutti di mare di giornata.
Alle spalle i Pirenei digradano verso la pianura dell’Empordà e formano scogliere spettacolari: gli scorci più belli da ammirare si trovano nella penisola di Cap de Creus i cui paesaggi hanno molto suggestionato la fantasia di Salvador Dalì. Spesso si incontrano fiordi profondi, ricoperti di pini e di cespugli di ginestre: Cala Fredosa, Cala Jugadora e Cova de s’Infern sono i punti più incantevoli, da raggiungere a piedi lungo stretti sentieri nei boschi. Una strada asfaltata arriva dopo dieci chilometri a Cadaqués: si arriva fino a Port Lligat e si prosegue a piedi tra i campi fino al delizioso borgo catalano, che offre magnifiche vacanze di mare, arte e musica tra localini, ristoranti e jazz club.
Superato Cadaqués si entra nell’ampio e luminoso golfo di Roses, che offre spiagge sabbiose e larghe, frequentate dalle famiglie e da chi pratica sport acquatici. Qui la tramontana soffia forte e trasforma le spiagge di Roses e di Port de la Selva in un paradiso per i surfisti. E’ anche una zona di paludi: sottili lingue di sabbia le separano dal mare, creando stagni e zone dove nidificano uccelli marini. Tra villaggi di pescatori e spiagge sabbiose si arriva a l’Escala, centro marittimo famoso per la pesca del pesce azzurro e della salatura delle acciughe che tanto spazio ha trovato nelle ricca e prestigiosa gastronomia locale.
Proseguendo lungo il litorale e superata la zona paludosa si arriva al borgo di Estartit e alla sua spiaggia chilometrica che nasconde, a circa un miglio dalla costa, un angolo di paradiso, poco conosciuto e una sorpresa per chi ama il mare e le immersioni tra cernie, gorgonie, tane di aragoste, estesi prati di posidonie e meravigliosi tappeti di corallo. E’ l’arcipelago delle Medes, selvaggio e disabitato, che da 34 è una riserva naturale. Ogni giorno dal porto di Estartit partono imbarcazioni, gommoni e ogni sorta di barche che portano turisti e sub a nuotare o a immergersi nelle acque limpide e incredibilmente ricche di vita marina delle sette isole Medes. Sono una manciata di scogli, abitati da un’enorme colonia di gabbiani e habitat naturale di decine di specie marine in via di estinzione.
Non c’è traccia di modernità, se si eccettua il faro della Meda Gran, alimentato a energia solare. Sono poco frequentate dai bagnanti della Costa Brava eppure sono molto famose tra gli scienziati e i biologi che hanno studiato a lungo il suo microclima, provocato dalla vicinanza del fiume Ter che favorisce la sopravvivenza di particolari microrganismi; per proteggerli il governo della Catalogna ha fissato un tetto massimo alle immersioni giornaliere per non alterare l’equilibrio di questo parco di 21 ettari, che si estende fino alla costa di Montgrí.
Ecco perché, nonostante ci siano numerosi punti d’immersione, è bene prenotarsi in anticipo nei tanti centri presenti lungo la spiaggia e la banchina del porto. Lo scoglio di Pedra de Deu, a sudovest del faro, è il luogo migliore dove avvistare le aragoste; il passaggio Dolfi offre un continuo spettacolo dei banchi di pesci allineati in più file mentre l’isolotto del Carall Bernatt e quello di Tascons sono il regno di cernie giganti e di coralli rossi. L’isola più grande delle Medes offre panorami inaspettati: alte scogliere a picco sul mare e una fitta macchia mediterranea che arriva fino ai resti di una cinta muraria - costruita dai Cavalieri del Santo Sepolcro nel XV secolo - dove si trova il faro, incustodito dal 1934.
La costa prosegue con il massiccio del Begur che arriva al mare, intervallato da piccole insenature e calette deliziose da raggiungere a piedi o, meglio ancora, via mare. Tanti sono i borghi che si affacciano sul litorale e soprattutto numerosi sono i ristoranti gourmet e le strutture alberghiere con campi da golf e Spa di alto livello. Tra i borghi più caratteristici meritano una visita Aiguablava, Fornells de Mar e Begur, dominato da un imponente castello e con spiaggette incantevoli come Sa Tuna e Aiguafreda. E, ancora, Sant Martí d’Empúries con la spiaggia famosa per le rovine romane sparse sulla sabbia dorata, e Calella de Palafrugell, villaggio da cartolina con un insieme di case bianche che fanno da quinta a una spiaggia di pescatori, dove a ottobre si svolge un importante festival jazz.
Viaggiando verso sud si incrocia il borgo di Palamós, famoso per i suoi ottimi ristoranti sul porto: tra tutti c’è la storica Fregiduría del Port dove si mangiano prelibati gamberetti e tortilla di baccalà. Il villaggio sedusse persino lo scrittore americano Truman Capote che negli anni Sessanta amava trascorrere le estati all’Hotel Trias, davanti al mare, in compagnia di attori e scrittori; oggi l’albergo è stato completamente ristrutturato ma ha mantenuto intatta l’atmosfera lussuosa di un tempo.
Arrivando a Platja de Aro, capitale delle notti in discoteca e con il gigantesco arenile sabbioso a mezzaluna, la costa diventa più lineare fino a Saint Feliu de Guixols, borgo famoso per la costruzione delle imbarcazioni con un porticciolo molto attivo. Il centro storico è un piccolo gioiello, dove la baronessa Thyssen ha deciso di fondare - in plaça del Monestir - un distaccamento della sua famosa fondazione.
Proseguendo verso Barcellona si arriva all’elegante cittadina di Tossa de Mar con le sue sette torri che svettano lungo le mura, borgo amato e frequentato da Marc Chagall. La cinta muraria lambisce la sabbia della baia di El Codolar, tra localini e ristoranti della tradizione catalana rivisitati. Merita una visita Cala Pola, incantevole caletta dal cui arenile si gode la bellissima e privilegiata vista del centro storico e delle mura medievali del borgo fortificato. La spiaggetta, raggiungibile soltanto a piedi, è una piccola insenatura lambita da un acqua limpidissima e dalle mille sfumature, protetta dagli scogli e circondata dai pini marittimi. Dal porto di Tossa de Mar, infine, ci si imbarca per andare a scovare un angolo selvaggio e incontaminato, raggiungibile solo via mare: Cala del Senyor Ramon che vanta l’acqua più pulita di tutta la Costa.
Poi c’è la grande cittadina di Lloret de Mar, completamente dedita al turismo con le più grandi strutture alberghiere della zona. Infine, c’è Blanes, borgo dominato dal castello di Sant Joan e amato dai camperisti per l’atmosfera informale e accogliente.
(fonte Ansa In Viaggio)

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